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Bambini indigeni

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Vengono chiamati Aeta, e sono una popolazione indigena che vive nelle montagne a nord di Luzon, l’isola maggiore delle Filippine. Noi ci siamo andati per visitare a il cratere del Mount Pinatubo, anche se in realtà la mia più grande attesa era poter vedere questi indigeni. E il mio desiderio si è avverato.

Non erano in tantissimi, giocavano tranquillamente e quando ci vedevano passare, si fermavano un attimo a guardarci incuriositi, per poi tornare al loro gioco.

Probabilmente per loro eravamo noi quelli “diversi”, con le nostre vetture strane, con gli occhiali da sole, con le nostre macchine fotografiche. Sono balzata fuori dalla jeep e pian pianino mi sono avvicinata. Loro mi guardavano curiosi, e poi mi hanno sorriso. Ho capito subito che era il mio momento, e ho iniziato a scattare. A questo punto ho mostrato loro le foto appena scattate, e si sono messi a ridere, forse divertiti dalla situazione.

Attorno a noi c’era un paesaggio meraviglioso e particolare, i turisti impazzivano a fotografarlo come forse è giusto che sia, ma dentro di me sapevo che il vero spettacolo erano questi piccoli personaggi, i loro sguardi così profondi, il loro approccio così semplice e diretto. Abitano in questo posto dimenticato da Dio, eppure ci sono, esistono, e vivono. E per loro sembra che basti.

Mi chiedo come io, che vengo da una società avanzata e moderna, mi veda comunque in un livello inferiore di “benessere” rispetto a loro. Un benessere invisibile agli occhi, ma tangibile con il cuore.

3 comments

chiara

fantastico!

cinzia

…e se guardi bene, a loro non manca mai il sorriso! Bella la nuova grafica, mi piace proprio!
Cinzia

WYW

bellissime queste foto!!! la grafica è adatta al tuo blog 😉

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